Davvero uno scandalo
E' davvero scandaloso che sano piu' di tre settimane che non scrivo nulla. Mi chiedo se e' rimasto un qualche lettore di questo derelitto angolino di rete.
Sia che sia sia che non sia, rieccomi.
Il pretesto e' una riflessione sulla computabilita' dell'universo. Lo so, lo so, avrei dovuto scriverla sul mio blog, anch'esso abbandonato da troppo. La mettero' anche li'. Tant'e'.
Mi ha colto l'impressione che possa esserci una connessione fra il principio di indeterninazione di Heidelberg e il teorema di Godel da un lato e la mia abitudine di agire o di decidere come d'istinto e scoprire poi, a posteriori, le ragioni, a volte le cause, a volte peggio le finalita' delle mie azioni e decisioni.
Non mi e' chiara la connessione, ma, appunto, per coerenza, non potra' che essermelo che dopo.
E ancora, sto leggendo un libro, abbastanza scioccherello, a dire il vero, sui computer (Schiavi del comupter, non ricordo l'autore, Rowlins, forse). Tesi del libello, e' che il limite attuale dell'informatica e' che scriviamo programmi per computer rigidi, per nulla adattivi, per nulla capaci quini di andare al di la' delle previsioni del programmatore.
Di converso, gli esseriviventi, frutto dell'evoluzione, sono adattivi per necessita', da cui la differenza.
Anche qui, mi piace pensare di aver intuito nella mia caratteristica di essere "a posteriori" che nominavo prima un segno di una piu' marcata adattivita' della mia persona.
Scopriremo poi, come dicevo, se tutto cio' ha un senso.
Sia che sia sia che non sia, rieccomi.
Il pretesto e' una riflessione sulla computabilita' dell'universo. Lo so, lo so, avrei dovuto scriverla sul mio blog, anch'esso abbandonato da troppo. La mettero' anche li'. Tant'e'.
Mi ha colto l'impressione che possa esserci una connessione fra il principio di indeterninazione di Heidelberg e il teorema di Godel da un lato e la mia abitudine di agire o di decidere come d'istinto e scoprire poi, a posteriori, le ragioni, a volte le cause, a volte peggio le finalita' delle mie azioni e decisioni.
Non mi e' chiara la connessione, ma, appunto, per coerenza, non potra' che essermelo che dopo.
E ancora, sto leggendo un libro, abbastanza scioccherello, a dire il vero, sui computer (Schiavi del comupter, non ricordo l'autore, Rowlins, forse). Tesi del libello, e' che il limite attuale dell'informatica e' che scriviamo programmi per computer rigidi, per nulla adattivi, per nulla capaci quini di andare al di la' delle previsioni del programmatore.
Di converso, gli esseriviventi, frutto dell'evoluzione, sono adattivi per necessita', da cui la differenza.
Anche qui, mi piace pensare di aver intuito nella mia caratteristica di essere "a posteriori" che nominavo prima un segno di una piu' marcata adattivita' della mia persona.
Scopriremo poi, come dicevo, se tutto cio' ha un senso.
