Noi non sia-mo A-me-rica-ni
Un recente post di swit stigmatizza l'abitudine di ridurre la guerra in corso ad un "sto con Bush o con Saddam" da tifoseria calcistica
E' presente sul mio weblog proprio un minisondaggio "da tifoseria" sulla guerra su cui vi invito a votare - per cui mi sento in dovere di commentare.
Ridurre la guerra a "una semplificazione da tifoseria" ha per me un paio di significati:
1) sottolinea il fatto che cio' e' proprio quello che fanno i media, cosa a mio avviso davvero grave
2) semplificando ricorda a tutti che non possiamo essere neutrali
Continuo allora con la metafora calcistica, da tifoseria: ho sempre ovviamente detestato i cori e gli striscioni razzisti (ricordo un "meglio Irakeni che Napoletani" dei tempi della prima guerra del golfo). E' ho provato disappunto quando gli amici "della sud" - ebbene si', sono Sampdoriano, proprio in occasione del recente Sampdoria - Napoli intonavano il coro "Noi non sia-mo Na-po-leta-ni". Mi parse comunque un coro razzista. Ebbene a mente fredda rivaluto quel coro, e lo parafraso nel "Noi non sia-mo A-me-rica-ni" con cui rispondo a tutti quelli che mi chiedono cosa ne penso sulla guerra
Ecco, questo voglio dire: e' importante la diversita': la consapevolezza di cosa non siamo. Forse proprio questo ci fa stare sul cazzo americani ebrei russi juventini milanisti e tutti i potenti: la loro assurda pretesa di "parificare" il mondo, di appiattirlo in categorie indifferenziate. Preferisco davvero gli arabi: una sola lingua ma sono tutti diversi: siamo noi occidentali che li chiamiamo in modo indifferenziato "arabi". Ci sono piu' differenze fra un tunisino ed un algerino che tra un'italiano ed un australiano.
Al di la' dell'appartenenza geografica (ricordo l'aforisma di Nietzsche che insegna l'importanza di scegliere la propria appartenenza nazionale, non di subirla) dobbiamo comunque scegliere.
Dispiace per l'amico Giuliano Ferrara, ma ho scelto Saddam. E la scelta deve - per volonta' di Bush - a questo punto essere una scelta di guerra, e non solo una posa anticonformista. Non siamo in guerra, personalmente, quindi possiamo tranquillamente evitare di intraprendere azioni personali, ma almeno concedetemi il diritto di gioire nel ricevere notizie tipo "abbattuto elicottero USA".
Soprattutto se l'evento e' costato la vita a qualche cowboy che invece di starsene tranquillo con le sue mucche ha pensato bene di andare a fare una gita nel loro deserto.
Colgo anche l'occasione per esprimere la mia approvazione per il sacerdote che stamane in TV su la 7 ha chiaramente detto, con tono indignato e a voce alta, che le bombe a grappolo usate da USA e UK sono armi di distruzione di massa. Noi poveri idioti crediamo ancora al TG quando ci riporta la notizia - americana - che sarebbe finalmente stata trovata la prima prova del fatto che Saddam dispone di armi di distruzione di massa (alcuni sacchi di una polvere non identificata).
Qualcuno l'avra' certo gia' detto: che Saddam abbia o meno tali armi e' irrilevante: le hanno tutti, e le usano tutti. Con la differenza che Saddam lo facava a casa sua (o nel cortile del vicino, se posso esprimermi cosi').