Una questione di golf
Lo so, questo weblog dovrebbe essere oscurato per aderire all'iniziativa NO WAR WORLD WIDE WEBSITES.
E su Fagiolino weblog il golf dovrebbe essere confinato nell'apposito canale tematico.
Ma guerra e golf si sono intrecciati per un momento nella mia mente: Giovedi' stavo giocando a golf, da solo, immerso nel tramonto che avvolgeva il campo delle "Colline del Gavi".
E mi e' venuto di pensare che gli americani amano il golf, come me.
E che tanti golfisti americani erano in una situazione ben diversa dalla mia, in quel momento. Ecco, ben gli sta, cosi' imparano ad andare a rompere i coglioni per il mondo invece di starsene a casetta loro a giocare a golf.
Ho pensato anche che chissa' magari in Iraq non c'e' nemmeno un campo da golf e probabilmente gran parte degli Irakeni non ne avvertono minimamente la mancanza.
E mi e' venuto di pensare al mio bel Marcolino felice (almeno per ora).
E ho capito che lui ha diritto di avere il suo bel weblog aperto. E che io non posso permettere alla guerra (una delle tante che ci sono, non piu' terribile ne' piu' importante di tutte le guerre) di togliergli - e togliermi - il piacere di scrivere sul weblog.
Per cui sparuti lettori che forse ci siete rimasti rieccoci qui.
Alla faccia della guerra, di Bush e Saddam.
Lo so, questo weblog dovrebbe essere oscurato per aderire all'iniziativa NO WAR WORLD WIDE WEBSITES.
E su Fagiolino weblog il golf dovrebbe essere confinato nell'apposito canale tematico.
Ma guerra e golf si sono intrecciati per un momento nella mia mente: Giovedi' stavo giocando a golf, da solo, immerso nel tramonto che avvolgeva il campo delle "Colline del Gavi".
E mi e' venuto di pensare che gli americani amano il golf, come me.
E che tanti golfisti americani erano in una situazione ben diversa dalla mia, in quel momento. Ecco, ben gli sta, cosi' imparano ad andare a rompere i coglioni per il mondo invece di starsene a casetta loro a giocare a golf.
Ho pensato anche che chissa' magari in Iraq non c'e' nemmeno un campo da golf e probabilmente gran parte degli Irakeni non ne avvertono minimamente la mancanza.
E mi e' venuto di pensare al mio bel Marcolino felice (almeno per ora).
E ho capito che lui ha diritto di avere il suo bel weblog aperto. E che io non posso permettere alla guerra (una delle tante che ci sono, non piu' terribile ne' piu' importante di tutte le guerre) di togliergli - e togliermi - il piacere di scrivere sul weblog.
Per cui sparuti lettori che forse ci siete rimasti rieccoci qui.
Alla faccia della guerra, di Bush e Saddam.
