Un giorno triste - cont'd
Dicevo, Marco, che il tuo avvento e' un po' legato ai sex pistols.
Un po' perche' tuo padre e' cresciuto sentendo le loro canzoni, alimentando della loro rabbia e del loro distacco il proprio odio per la vita, per l'esistere cui ci costringe il destino.
Perche' tuo padre ama la vita, Marco, di un amore assoluto ed infinito e - per dirla alla Oscar Wilde - ognuno finisce per uccidere la cosa che ama.
Bene, tuo padre ama la vita a tal punto da non sopportare - quasi - di viverla. E certamente abbastanza per non dover condannare nessuno - meno che meno il proprio figlio, che si ama, a viverla.
Ecco perche' quando ha saputo che eri stato concepito ha pianto per tre giorni di seguito, e - se avesse potuto scegliere - avrebbe scelto di non metterti al mondo.
Vorrei che Marco questo punto fosse chiaro: tuo padre valuta il mondo inadeguato - e insufficente - a se stesso, e di conseguenza a te.
Non che non ti abbia voluto... solo avrei voluto poterti contornare di un mondo migliore.
Quanto ai Sex pistols: proprio nei giorni in cui "si piangeva" telepiu' trasmise un documentario su di loro. Ecco Marco lo guardai e cominciai a cantare dentro di me le loro canzoni, da mattina a sera. Alimentando una settimana di odio furente e disperazione per la gioia del tuo arrivo.
Disperazione per il fatto che ho saputo - da subito - che saresti stato bellissimo e che ti avrei amato mandando a monte almeno vent'anni nei quali ero riuscito a fatica a crearmi un onorevole "distacco dal mondo" cercando di almeno emulare quella "liberta' di spirito" e quel distacco un po' orientale dalle cose che ci possono donare se non la felicita' almeno l'assenza di infelicita'. E non hai idea di quanta fatica e dolore comporta strapparsi dalle carni, dal cuore e dal cervello, quotidianamente, le cose che piu' senti tue, che piu' ti illudono - si' perche' e solo illusione - di toccare la tua anima ed i tuoi sensi.
Semplicemente, l'anima non ce l'hai; ma scoprirlo ed accettarlo intimamente non sono la stessa cosa e - in between - c'e' un dolorosissimo cammino spirituale.
Ecco Marco sei arrivato tu e il mio orologio e' tornato indietro di vent'anni: di nuovo amo, respiro, guardo le cose con gli occhi di quando avevo vent'anni. Non so ancora se e' un bene o un male per la mia vita: nemmeno me lo chiedo. Raccolgo di minuto in minuto gli eventi che mi circondano, le loro gioie, i loro tranelli, i loro dolori, le loro provocazioni, i loro pericoli.
Intenzionato a vivere il tue essermi accanto con la fame bruciante di assoluto di quando avevo vent'anni. Deciso a ripartire da zero nel mio percorso verso il distacco, verso il nulla, verso la felicita', il nirvana, insomma.
Di tutto il resto, ma anche di questa mia novella retro-adolescenza e sommamente di me stesso, come dicevano i fascisti ma anche e soprattutto i Sex pistols "me ne frego".